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Le onde d'urto

Cosa sono

onde acustiche ad alta energia a effetto anti infiammatorio e analgesico sui tessuti molli.

Indicazioni terapeutiche

Il trattamento ambulatoriale con le onde d’urto focali extracorporee è indicato per patologie in ambito ortopedico e fisiatrico, andrologico e urologico, dermatologico e della medicina estetica.

Modalità di trattamento

Il trattamento viene effettuato da un medico specialista: si prevedono mediamente 3 sedute della durata di alcuni minuti con frequenza settimanale.

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Il trattamento delle ulcere.

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Domande frequenti

Le onde d’urto sono la stessa cosa della tecar terapia?

No, non lo sono. Le onde d'urto sono onde acustiche (impulsi sonori, di natura meccanica) caratterizzate da una particolare forma d'onda che le differenzia da tutte le altre (prima fase di pressione positiva seguita da una rapida fase di pressione negativa), la tecar terapia invece è una termoterapia, che sfrutta cioè i benefici del calore, al pari della laserterapia, del trattamento ad ultrasuoni e di quello ad infrarossi. Mentre nella tecarterapia il calore viene prodotto a livello endogeno, quindi all’interno del corpo, nel caso delle altre tecniche il calore è esogeno, cioè prodotto dagli apparecchi esterni. La Tecarterapia utilizza un apparecchio medico in grado di provocare una diatermia profonda, ovvero un innalzamento della temperatura a livello dei tessuti, questo fenomeno avviene mediante induzione di corrente elettrica ad alta frequenza, la quale va ad agire direttamente sulle cariche elettriche del corpo.

Dopo quante sedute fanno effetto?

Dopo 3 sedute da 500 colpi l’una, i benefici sono riscontrabili circa 2-3 settimane dopo l’ultimo trattamento. In alcuni casi si riscontra beneficio anche dopo la prima seduta.

Il trattamento è doloroso?

No, il trattamento – che va sempre eseguito secondo i protocolli terapeutici codificati e con apparecchiature idonee – non è particolarmente doloroso e per le patologie dei tessuti molli come tendini e legamenti è generalmente ben tollerato. In alcuni casi, se il paziente dovesse avvertire particolare fastidio, il medico può comunque dosare l'intensità dell'energia per far sì che la terapia venga meglio tollerata e sia comunque efficace. Nel caso di trattamenti sull'osso, per cui si applicano energie maggiori, è possibile che il dolore risulti più intenso e che sia necessario ricorrere ad anestesia locale.

Quanto tempo dura un singolo trattamento?

Un trattamento dura circa 3 minuti. Un ciclo è composto da 3 trattamenti, eseguiti 1 volta alla settimana per 3 settimane.

Le onde d’urto possono rappresentare una valida alternativa all’intervento chirurgico?

Si, possono essere considerate una valida alternativa prima di ricorrere all’intervento chirurgico.

Le onde d’urto radiali e focali sono la stessa cosa?

No, non sono la stessa cosa. Le onde d’urto radiali lavorano ad energie più basse, la pressione d’onda non supera i 5 bar e non vi è una fase dell’onda in pressione negativa. Le onde d’urto focali lavorano ad energie più alte, la pressione dell’onda arriva a 500 bar, il picco pressorio in rapida discesa fa sì che l’onda abbia una fase negativa e che produca quindi un effetto cavitazionale. Il trattamento con le onde d’urto radiali è più lungo sia in termini di seduta che di numero di trattamenti rispetto alle onde d’urto focali e la penetrazione dell’onda e quindi dell’energia è molto più superficiale, per questo motivo non possono essere trattate tutte le patologie che diversamente vengono invece trattate con ottimi risultati nel caso delle onde d’urto focali.

Si possono applicare le onde d’urto in presenza di calcificazione?

Sì, si possono applicare in presenza di calcificazioni. Le onde d'urto focali riescono in alcuni casi, contestualmente agli effetti terapeutici, a disgregare calcificazioni tendinee o in prossimità di legamenti ed articolazioni, attraverso un processo di "scioglimento" (paragonabile all'azione di un anticalcare).

In quali casi non possiamo utilizzare le onde d’urto focali?

Non possiamo utilizzare le onde d’urto focali laddove ci sono strutture come encefalo, midollo spinale e gonadi vicino al campo focale. Non va trattata la zona della testa e dove c’è la presenza di organi cavi (es. polmone ed intestino) vicino al campo focale (nel passaggio infatti dell'onda sonora dal mezzo solido a quello gassoso si potrebbero verificare lesioni dei tessuti), in caso di anomalie anatomiche, infiammazione acuta dei tessuti da trattare, in caso di patologie tumorali e di tromboflebiti, donne in stato di gravidanza, in caso di presenza di Pace Maker o elettrostimolatori di diversa origine, coagulopatie e cartilagini ancora in fase di accrescimento.

Quali sono i rischi legati al trattamento?

Trattandosi di terapia non invasiva, non vi sono effetti collaterali rilevanti. Tuttavia, dopo applicazione di alte energie, potrebbero verificarsi piccoli ematomi, petecchie ed ecchimosi superficiali e di breve durata, riacutizzazione temporanea della sintomatologia dolorosa, che è un fenomeno che non deve essere interpretato come un evento avverso o negativo, ma al contrario come una eventuale risposta positiva alla stimolazione meccanica sui tessuti.